Quando vengono dichiarate le destinazioni d’uso degli pneumatici dalle Case costruttrici, che la percentuale faccia riferimento all’uso “strada-pista” o che indichi “strada-fuoristrada” come nel caso di questi Eurogrip Trailhound Wild, con la mente si finisce subito per proiettarsi in sella, immersi in una delle due casistiche indicate.
Eurogrip Trailhound Wild sono pneumatici identificati come 70/30, ovvero 70% per uso stradale e 30% per uso fuoristradistico. Questo mi ha portato, ancora prima di partire, a immaginarmi mentre raccordo curve su un passo alpino strisciando le pedane sull’asfalto e poco dopo a scorrazzo tra i rilievi sinuosi delle colline senesi su una magnifica strada bianca tra i filari di cipressi. Il tutto bilanciato secondo il rapporto percentuale di cui sopra; quindi, per il 70% del tempo intento a grattare pedane e per il restante 30% a lanciare sassolini con maleducati traversi. Invece, tra questi due estremi si trova un mondo, che spazia dalle malmesse strade secondarie della nostra Penisola fino alla straordinaria varietà di fondi offerti dalle strade dei cinque continenti.

Come sono fatti I Trailhound Wild sono stati sviluppati dal dipartimento R&D italiano e adottano una costruzione radiale con cintura in acciaio a 0°. Questa soluzione consente di mantenere l’integrità del profilo alle alte velocità e di minimizzare le deformazioni sotto carico. La struttura è rinforzata con fibre sintetiche di alta qualità che conferiscono robustezza e precisione allo sterzo. Al posteriore troviamo una tecnologia bimescola che prevede una fascia centrale più rigida, utile sia per ottimizzare il chilometraggio, sia per aumentare la durabilità su strade bianche o sterrate, e spalle più morbide con una percentuale di silice elevata per garantire il grip chimico anche su asfalti freddi o bagnati.

Il disegno del battistrada non prevede veri e propri tasselli, ma intagli ampi e ben definiti, con geometria variabile, progettati con modelli predittivi sia per ottimizzare l’impronta a terra in ogni angolo di piega e massimizzare la trazione, sia per espellere rapidamente fango e acqua.
Su strada abbiamo messo alla frusta questi pneumatici per quasi 1.000 km in diverse condizioni (anche sulla neve!), montandoli su una KTM 890 Adventure R: una moto test ideale per valutare il rigore ciclistico e la trazione di queste coperture. La prima nota di merito va alla rotondità della discesa in piega. La sensazione è di una manovrabilità fluida e prevedibile in cui la moto non “cade” all’interno della curva ma accompagna la discesa in modo graduale e costante. Anche la stabilità sul dritto è esemplare. Soprattutto considerando che la 890 su cui le abbiamo montate è una moto notoriamente “sensibile di avantreno” e che con altre coperture a volte restituisce dei fastidiosi ondeggiamenti sul dritto.

Con le Trailhound Wild questo fenomeno non si verifica in alcun modo, la precisione direzionale è notevole, anche a velocità autostradali e con valigie montate. Sul comfort acustico nessuna nota da segnalare e in questo caso, come dicono gli inglesi: “no news, good news”, ovvero a livello acustico tutto bene, non si sente rumore di rotolamento.
Questo è anche indice che il layout degli intagli è stato studiato per non generare quel ronzio tipico degli pneumatici tassellati. In termini di prestazioni è proprio sugli asfalti moribondi che i Trailhound Wild danno il meglio: le asperità, il brecciolino o le imperfezioni vengono digeriti con una naturalezza che trasmette grande sicurezza e confidenza al pilota. Nel misto guidato si sono poi rivelati reattivi e sinceri, permettendo ritmi sostenuti e ingressi in piega decisi, anche tenendo il freno in mano fino a centro curva. Sono risultati interessanti anche sul “bagnasciutto”: ovvero quella condizione che si crea quando la notte ha piovuto e l’asfalto è ancora bagnato, ma in fase di asciugatura.

È la tipica situazione in cui non sai se puoi fidarti o meno, ma sulle Trailhound Wild abbiamo visto che ci si può contare. Sono state un po’ ballerine solo in presenza di strisce pedonali bagnate, dove l’aderenza è risultata limitata ed è stato necessario porre più attenzione.
In fuoristrada coerentemente con quanto detto fin qui, i Trailhound Wild si comportano in modo onesto anche una volta abbandonato il nastro asfaltato.
Non bisogna certo aspettarsi le prestazioni di un tassellato da enduro, specialmente in termini di direzionalità dell’avantreno o di trazione su fondi pesanti. Sulle strade bianche e sui fondi compatti, però, il comportamento è degno di nota: la trazione è buona e prevedibile, abbinata a una stabilità rassicurante in frenata. Il limite maggiore è chiaramente rappresentato dal fango, dove la geometria e la dimensione degli intagli non possono competere con un tassello, ma per il turismo a lungo raggio che può prevedere come fuoristrada delle piste battute o delle strade ghiaiose, il Trailhound Wild è un ottimo compagno di viaggio.
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