La serie GIVI Outback EVO dell’azienda bresciana nasce come evoluzione della famiglia Outback e introduce diverse novità volte soprattutto a migliorare sicurezza, praticità e robustezza.
La gamma GIVI Outbach Evo prevede un ricco assortimento di modelli in grado di coprire tutte le esigenze di carico: sono disponibili valigie laterali da 37, 44 e 48 litri, oltre a quelle destre sagomate da 33 e 40 litri, mentre i top case sono proposti nei formati da 42 e 58 litri. Tutte le misure sono acquistabili in alluminio naturale, anodizzato oppure verniciato nero. Per questa prova abbiamo montato un tris nella finitura anodizzata, scegliendo la combinazione con valigia laterale sinistra da 37 litri, destra scantonata da 33 litri e il gigantesco top case posteriore da 58 litri, così da verificare quanto influisce effettivamente sull’assetto della moto.

La prima cosa da tenere a mente è che tutte queste valigie vengono vendute senza serratura. Non è una dimenticanza, è proprio il concetto del nuovo sistema: per usarle bisogna acquistare a parte il kit Smart Security Lock, disponibile in confezioni per 1, 2, 3 o 5 elementi, ciascuna con chiave principale, chiave di riserva e relativo numero di cilindretti. GIVI lo presenta come un sistema che permette la sostituzione rapida e sicura del nottolino, consentendoci così di uniformare l’intero corredo con una sola chiave. È una soluzione intelligente e flessibile (ricordiamo che vale anche per le Canyon morbide viste sullo scorso numero di Motorrad), ma bisogna metterlo in conto fin dall’inizio perché senza kit non si chiude nulla.
GIVI Trekker Outback Evo: tante finezze che fanno la differenza
Dal punto di vista estetico, la finitura anodizzata è probabilmente la variante più interessante della gamma. L’alluminio naturale mantiene un fascino più ruvido e industriale, il nero gioca la carta del look tattico, ma l’anodizzato si colloca nel mezzo con un equilibrio che funziona benissimo. Restano oggetti dichiaratamente adventure, con spigoli, rivetti, maniglioni e angolari strutturali bene in vista, ma nell’insieme si nota un affinamento complessivo del progetto e l’impressione generale è di un prodotto molto curato. Dentro, per esempio, colpiscono i piccoli cappucci in plastica che coprono sul lato interno i rivetti. È un dettaglio apprezzabile che dà un’aria più rifinita alla valigia, tuttavia in quelle scantonate sono davvero tanti e si corre il rischio che qualcosa rimanga impigliato durante le operazioni di carico e scarico.
Gli angolari superiori e inferiori sono stati ridisegnati, integrando i passacinghia e partecipando alla funzione strutturale dell’insieme; GIVI segnala inoltre che sono disponibili come ricambio separato, quindi sostituibili in caso di danno senza dover cambiare mezza valigia.

La serratura è veramente ben studiata, a partire dal tappo in plastica che protegge l’ingresso della chiave da polvere e sporco, utilissimo soprattutto per quelle moto che vedono sterrato e pioggia. Va notato che non si inserisce in modo totalmente libero, ma secondo una posizione obbligata determinata da piccoli dentelli di riferimento.
La cosa risulterebbe fastidiosa se si dovesse continuamente toglierlo per aprire la valigia e rimetterlo per chiuderla, ma per fortuna GIVI ha previsto una gestione intelligente della serratura: la chiave lavora infatti su tre posizioni (coperchio chiuso, aperto e sganciabile) e nella posizione di apertura può essere semplicemente sfilata. Se durante una giornata si prevede di aprire e chiudere spesso il coperchio, è quindi sufficiente agganciarlo senza chiuderlo a chiave.
Sul fronte dell’aggancio laterale la novità principale è il sistema Hold It Active System, cioè un meccanismo a uncino che permette di inclinare la valigia verso di sé senza rimuoverla del tutto dal telaietto. La valigia resta così vincolata, ma il coperchio si apre in maniera più agevole soprattutto quando è montato un top case oppure quando i maniglioni del passeggero rendono scomodo il movimento di apertura. Il sistema consente inoltre di avvicinare di più i telaietti alla moto, con benefici sull’ingombro complessivo e sulla dinamica di guida.
Sempre sulle laterali troviamo il cosiddetto Detachable Lid System, cioè il nuovo sistema di cerniera che permette non solo l’apertura del coperchio ma anche la sua rimozione completa. Quando si deve caricare qualcosa di voluminoso oppure quando si usa la valigia come contenitore da campeggio, poter togliere di mezzo il coperchio è comodissimo. Nella laterale destra da 33 litri, scantonata per lasciare spazio allo scarico, questo aiuta ancora di più, perché il volume interno è inevitabilmente meno regolare rispetto a una valigia dritta. La valigia scantonata, peraltro, ha un’ulteriore finezza, ossia dei piedini in plastica alla base per poterla appoggiare a terra stabilmente, un caso più unico che raro fra le valigie sagomate.
Finiture premium

Il top case da 58 litri merita un capitolo a parte perché è veramente enorme. Ospita comodamente due caschi modulari, ma va montato e caricato con cognizione di causa. Il punto non è soltanto quanto entra (che è davvero tantissimo) ma dove sta quel volume rispetto alla moto. La sua presenza da vuoto si sente già nelle manovre; da pieno, soprattutto se lo si tratta come un solaio dove buttare tutto quello che avanza, modifica sensibilmente il comportamento dinamico della moto, alleggerendo l’avantreno e aumentando l’inerzia nei cambi di direzione. Questo non vuol dire che sia da evitare a priori, però significa che va trattato con rispetto, soprattutto se si tende a usarlo come un magazzino di tutto ciò che non si sa dove mettere.
Detto questo, sui top case della famiglia Outback EVO è da apprezzare una soluzione tecnica presente sul coperchio: il nuovo sistema di cerniere a pettine fa a meno del classico cordino di fine corsa e lascia lo spazio interno più pulito, mentre una regolazione tramite brugola sulle cerniere consente di scegliere quanta resistenza deve opporre il meccanismo nel movimento. Nella pratica significa che, ad esempio con la moto parcheggiata in pendenza, il coperchio non rischierà di chiudersi sulle nostre dita come una ghigliottina.
Sul fondo del baule c’è anche un tappetino in gomma, un dettaglio semplice ma azzeccato per proteggere il contenuto e smorzare i rumorini da ferramenta itinerante.
La prova della solidità

Alla guida, il comportamento è quello che ci si aspetta da un tris di valigie. Detto dei limiti del top case nel paragrafo precedente, le due laterali invece quasi si dimenticano perché tendono a compensarsi a vicenda e anche in virtù della loro compattezza rispetto alla moto, grazie al litraggio contenuto e alla poca sporgenza di quella destra. Sullo sconnesso le valigie rimangono solidamente attaccate alla moto, senza sensazioni di precarietà e scricchiolii sinistri. Nei trasferimenti veloci non abbiamo rilevato turbolenze particolari né reazioni anomale imputabili ai bagagli.
Dove queste valigie convincono di più è proprio nella robustezza percepita. La gamma Outback EVO è pensata esplicitamente per le moto adventure, con particolare attenzione alla resistenza anche nell’eventuale uso fuori dall’asfalto. GIVI, infine, dichiara per tutta la linea una resistenza all’acqua equivalente a una pioggia intensa, con test interni che simulano una portata di 20 litri al minuto.

I limiti sono pochi. Il primo è proprio nella filosofia del prodotto: il sistema Smart Security Lock è intelligente, ma costringe a ricordarsi che il prezzo della valigia non è quello finale e bisogna aggiungere le chiavi. Il secondo è che il baule da 58 litri, per quanto insuperabile in termini di capienza, richiede disciplina nel carico e può alterare parecchio il comportamento della moto.
Alla fine, però, il giudizio è molto positivo. Le GIVI Trekker Outback EVO migliorano dove serviva, senza stravolgere una base già solida. Il sistema a uncino per inclinare le laterali è utile davvero, le nuove cerniere del top case sono una trovata intelligente e la qualità generale è da prodotto maturo.
Secondo noi
Le GIVI Trekker Outback EVO affinano una base già solida con soluzioni davvero utili: serrature modulari, valigie laterali inclinabili e top case ben studiato. Sono robuste, curate e convincenti anche sullo sconnesso. Due avvertenze: le chiavi si comprano a parte e il baule grande va riempito con giudizio, perché si sente parecchio nella guida.
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