La pista di Varano de’ Melegari è tornata a risuonare dei rombi delle moto leggendarie durante l’edizione 2025 dell’ASI MotoShow, che ha visto sfilare ben 24 campioni del mondo. Tra i nomi più celebri figurano Giacomo Agostini, Marco Melandri, Danilo Petrucci ed Eugenio Lazzarini, protagonisti di una parata che ha incantato il pubblico con mezzi da collezione in movimento.
Fedeli al motto “Il museo della moto in movimento”, gli organizzatori hanno dato vita a un evento che fonde tradizione e spettacolo. L’appuntamento con ASI MotoShow ha visto l’assegnazione del “Trofeo Ubaldo Elli” a Eugenio Lazzarini, che ha riportato in pista la Benelli 175 Bialbero GP del 1934, alimentata con bio-benzina nell’ambito del programma ASI Net Zero Classic.
ASI MotoShow, tra passione e sostenibilità

“È un evento unico al mondo, dove storia, cultura e convivialità si fondono in un paddock vivo e ricco di passione”, ha dichiarato il Presidente ASI Alberto Scuro, sottolineando anche l’interesse delle istituzioni e delle forze dell’ordine, coinvolte in una speciale esposizione di moto in divisa.
Il ritorno in pista di Giacomo Agostini con la Yamaha del suo primo titolo mondiale ha emozionato i fan. Al suo fianco, Danilo Petrucci ha debuttato al MotoShow con la Desmosedici GP3, celebrando il passato glorioso della MotoGP.
Anche Yamaha ha partecipato ufficialmente, esponendo modelli iconici come la YA-1 125 e la YZR 500, in occasione dei suoi 70 anni e del mezzo secolo dalla prima vittoria nella classe 500.
Honda ha invece scelto di celebrare le 125 due tempi prodotte ad Atessa, portando a Varano anche la leggendaria NSR, oggi entrata nel novero delle moto da collezione.
L’evento ha visto inoltre la partecipazione del veterano argentino Benedicto Caldarella, vincitore in Italia negli anni ’60, che ha lodato la qualità dell’organizzazione e l’entusiasmo degli appassionati italiani, paragonandolo a quello dei tempi d’oro del motociclismo.
La sostenibilità è stata protagonista grazie all’impiego di bio-benzina a 102 ottani su moto da corsa d’epoca, dimostrando che la passione per le due ruote può guardare anche al futuro responsabile.
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