Moto Guzzi apre un nuovo capitolo della propria storia senza lasciare il luogo dove tutto è cominciato.
A Mandello del Lario, sede del marchio fin dalla fondazione nel 1921, è stata inaugurata la nuova fabbrica insieme al nuovo Museo Moto Guzzi, al termine di un progetto durato quasi cinque anni.
L’intervento ha richiesto un investimento superiore a 50 milioni di euro e trasforma profondamente lo storico complesso sulle rive del Lago di Como. Non soltanto produzione: il progetto firmato dall’architetto americano Greg Lynn integra fabbrica, museo, spazi per eventi, aree commerciali e luoghi aperti agli appassionati.

Il risultato è un sito industriale da 38.000 metri quadrati, capace di superare le 30.000 moto prodotte ogni anno, affiancato da un museo di 3.000 mq con oltre 160 esemplari.
Moto Guzzi, la nuova fabbrica resta nel cuore di Mandello
La trasformazione non ha modificato uno degli elementi più simbolici dello stabilimento: il celebre portone rosso di Via Parodi rimane al proprio posto.
È lo stesso ingresso utilizzato dal 1921 da lavoratori, tecnici, ingegneri e piloti e diventato nel corso dei decenni una destinazione per generazioni di Guzzisti.
Dietro quel portone, però, la realtà industriale è profondamente cambiata.
Sono stati costruiti 5.500 mq di nuovi edifici produttivi, portando l’area complessiva della fabbrica a 38.000 mq. A questi si aggiungono 380 mq di nuovi uffici.
La capacità produttiva può ora superare le 30.000 motociclette all’anno, grazie anche a linee e processi completamente ripensati.
Robot e droni terrestri nelle nuove linee Moto Guzzi

Una delle trasformazioni più importanti riguarda la produzione dei motori.
Le nuove linee automatizzate di assemblaggio non derivano dalla semplice ristrutturazione degli edifici precedenti, ma sono state realizzate all’interno di un impianto completamente nuovo.
L’officina motori è collegata alla linea di assemblaggio finale delle motociclette attraverso un sistema conveyor robotizzato. Al termine della linea entrano invece in azione i droni terrestri kilo™, sviluppati a Boston da Piaggio Fast Forward.
Questi ultimi prendono in consegna le moto e le trasferiscono verso i collaudi finali, con l’obiettivo di ridurre il carico fisico degli operatori.
Anche l’edificio è stato progettato prestando attenzione ai consumi: utilizza 1.300 mq di pannelli fotovoltaici, sfrutta ampiamente l’illuminazione naturale ed è sviluppato in Classe A.
Il nuovo Museo Moto Guzzi ospita oltre 160 motociclette

Accanto alla componente industriale nasce il nuovo Museo Moto Guzzi, ospitato in una struttura completamente nuova da 3.000 mq.
L’architettura richiama volutamente materiali, forme e dettagli tecnici delle motociclette costruite a Mandello.
La collezione comprende oltre 160 esemplari restaurati e ripercorre più di un secolo di storia. Il percorso parte dalla G.P., prototipo unico dal quale prese origine l’avventura Moto Guzzi, e arriva fino alla produzione contemporanea.
Nel mezzo trovano spazio alcuni dei modelli più significativi del marchio e le moto da competizione protagoniste dei 14 titoli mondiali conquistati nel Motomondiale.
Il percorso non è organizzato soltanto cronologicamente. Sono previste sezioni dedicate alle competizioni, ai viaggi, al cinema, alle arti e ai mezzi utilizzati dalle forze militari e di polizia.
L’intento è raccontare Moto Guzzi mettendo in relazione le motociclette con l’evoluzione della tecnologia, del design, della società e del costume.
C’è inoltre un elemento che lega direttamente passato e presente: dal museo sarà possibile osservare le nuove linee di assemblaggio e seguire la produzione delle motociclette.

Fabbrica e collezione storica diventano così parti dello stesso percorso, invece di essere due realtà separate.
Il progetto di Mandello va oltre stabilimento e museo.
Sono stati realizzati oltre 4.200 mq di nuovi spazi polifunzionali aperti al pubblico, comprendenti Motoplex Store, caffetteria, aree destinate a workshop ed eventi e un nuovo auditorium.
A questi si aggiungono grandi zone pedonali esterne, due piazze con alberi di alto fusto e una terrazza rialzata affacciata sulla piazza centrale, dove trova spazio un grande mosaico dedicato all’aquila Moto Guzzi.
È stata inoltre restaurata la storica Galleria del Vento, altro elemento fortemente legato alla storia tecnica del marchio.
L’obiettivo è rendere Mandello una destinazione visitabile durante tutto l’anno e non esclusivamente uno stabilimento produttivo.
Cinque anni di lavori per la nuova casa dell’Aquila

Il progetto porta la firma di Greg Lynn, architetto americano vincitore nel 2008 del Leone d’Oro alla Biennale di Architettura di Venezia.
La trasformazione è stata realizzata mantenendo il complesso all’interno del perimetro storico di Moto Guzzi e cercando di integrare le nuove strutture con quelle che hanno accompagnato il marchio per oltre un secolo.
Dopo quasi cinque anni di lavori e più di 50 milioni di euro investiti, Mandello diventa quindi contemporaneamente fabbrica, museo e luogo di incontro per gli appassionati.
Una trasformazione che arriva nell’anno del 105° anniversario del marchio e che mantiene un punto fermo: le Moto Guzzi continueranno a nascere nello stesso luogo nel quale vengono prodotte dal 1921.
L’inaugurazione apre le GMG Moto Guzzi 2026
L’apertura della nuova struttura coincide con le Giornate Mondiali Moto Guzzi 2026, in programma dal 3 al 6 settembre.
Durante i quattro giorni saranno aperti gratuitamente museo e Galleria del Vento. Sono inoltre previste visite all’archivio storico, test ride, attività dedicate ai membri di The Clan, street food e iniziative all’interno dello stabilimento.
Il momento centrale arriverà sabato 5 settembre con la tradizionale parata da Lecco a Mandello del Lario, il cui arrivo allo stabilimento è previsto alle 10:30.
Un modo particolarmente simbolico per inaugurare la nuova casa Moto Guzzi: celebrare 105 anni di storia guardando contemporaneamente alla produzione e alle motociclette del futuro.
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