Negli ultimi anni c’è un ingegnere che in MotoGP si è imposto all’attenzione di tutti più degli altri: naturalmente stiamo parlando di Gigi Dall’Igna, guru della Ducati, l’uomo capace di ridisegnare le moto della classe regina per sempre. Prima di lui nessuno si era mai spinto così tanto in avanti nel campo dell’aerodinamica, una branca che era sempre stata vista dai tecnici come un qualcosa che fosse più consona su monoposto da F1, che su delle moto.
Le sue Ducati hanno visto la comparsa di ali, alettoni, musi dalle forme bizzarre e chi più ne ha più ne metta. Sotto la sua gestione sportiva sono arrivati 6 titoli costruttori consecutivi e 4 tra i piloti. Naturalmente anche quest’anno se li sta giocando entrambi per incrementare di 1 ambedue i dati statistici.
Dall’Igna esalta Marquez
Un paio di anni fa, un po’ a sorpresa, Gigi Dall’Igna, consapevole che prima o poi le avversarie sarebbero arrivate, ha deciso di puntare sul pilota e ha messo sotto contratto il più forte che c’era in griglia: Marc Marquez. Dopo un anno da Gresini per testarne la tenuta fisica, è arrivata immediata la promozione nel team factory e anche il titolo 2025 vinto in pompa magna.
Dopo la gara di Aragon però Gigi Dall’Igna si è lasciato andare ad un’ammissione davvero clamorosa, rilasciata ai microfoni di AS: “Marquez? Lui è campione per un motivo. I campioni fanno queste cose. È al di sopra della moto, senza dubbio. Ve l’ho già detto. Marc è un gran pilota, e questo è tutto, non c’è altro da aggiungere”. Parole al miele, ancora più forti se pensiamo che sono state dette da un ingegnere.
Naturalmente per quanto concerne la stagione 2026, la strada è ancora lunga, Marquez non è al top della forma fisica, e non sappiamo nemmeno se ci tornerà mai, mentre dall’altro lato c’è un’Aprilia forte che gioca con 2 punte (Bezzecchi e Martin). Sull’argomento il manager italiano è stato molto chiaro: “Secondo me ci saranno gare che ci favoriranno e altre che favoriranno i nostri rivali, quindi penso sarà un campionato in cui dovremo usare la testa sino alla fine. Chi è il favorito dopo Misano? Ve lo dirò a dicembre. Bisogna sempre crederci, se non ci credi è meglio restare a casa. Bisogna continuare a lottare finché la matematica non ti dice che non c’è più niente da fare. Siamo a 19 punti di distanza e dobbiamo ancora migliorare”.























