Non è stato un brutto venerdì per Marc Marquez, che alla fine ha ottenuto il 5° tempo, buono per accedere direttamente alla Q2 domani. Un risultato che arriva nonostante una caduta, l’ennesima di una lunga serie che lascia sempre un po’ apprensione nei suoi fan. Lui si è detto sinceramente soddisfatto della giornata. Naturalmente, è inutile prendersi in giro, non sta ancora bene, lo ha detto anche lui e lo sanno tutti. La vittoria in Ungheria però ha riacceso inevitabilmente un campanello nella testa dell’iberico: provare a vincere anche questo Mondiale.
Diciamoci la verità, sarebbe un’impresa davvero eccezionale se ci riuscisse. Marquez, infatti, non è al massimo delle sue possibilità e la stessa Ducati non sembra più la moto di riferimento che è stata negli ultimi anni. Aprilia ha fatto un enorme passo in avanti e a sprazzi vediamo l’inserimento di KTM grazie ad Acosta. Insomma la concorrenza è più agguerrita che mai. Come stanno però davvero le cose, l’ex Honda può sognare il colpaccio? Andiamo ad analizzare un po’ di numeri.
Il precedente che fa sperare Marc Marquez
L’appiglio, quantomeno psicologico, per lo spagnolo, infatti, arriva dal passato della Ducati. In particolare da quel primo titolo conquistato in quest’era tutta rossa nel 2022 da Pecco Bagnaia. Facciamo quindi un passo indietro e torniamo a quell’annata. L’italiano all’epoca dopo 8 gare (quelle corse sin qui in questo 2026) aveva accumulato uno svantaggio da Fabio Quartararo di 41 punti con 300 ancora in palio (mancavano 12 gare). Non è tutto però, perché Pecco si ritirò nei due GP successivi, entrambi vinti dal rider della Yamaha, questo portò la forbice tra loro a 91 punti, con soli 250 ancora in palio.
Ebbene tutti ci ricordiamo come si concluse quel Mondiale: Bagnaia recuperò tutto lo svantaggio che aveva nei confronti del francese e conquistò il titolo. Fu fondamentale una crescita del feeling con la Ducati e una grande costanza di rendimento unita al crollo verticale della Yamaha, che perdura tuttora.
La situazione attuale e il problema Qatar sullo sfondo
Oggi la situazione per Marquez ci dice che dista 72 punti dalla vetta occupata da Bezzecchi e può contare ancora su 14 gare e 14 sprint race. Ciò vuol dire che ci sono in palio ancora la bellezza di 518 punti. Naturalmente la situazione rispetto al 2022 è un po’ diversa e il rider di Cervera avrà seriamente bisogno di ritrovare la sua migliore forma per contendere il titolo al #72 dell’Aprilia. La matematica e il precedente di Bagnaia però ci dicono che sognare non è affatto impossibile. Certo, nella tortuosa strada di una rimonta consistente, per Marquez sarà fondamentale avere il calendario “completo” a disposizione.
Sul finire della stagione, infatti, resta ancora in dubbio il GP del Qatar, che al momento è fissato come terzultima prova del Mondiale. La speranza è che la recente pace firmata da Trump con l’Iran possa portare la situazione in Medio Oriente a stabilizzarsi. Questo permetterebbe al circus di approdare in terra qatariota.






















