Il weekend britannico non è stato di certo da incorniciare per Marc Marquez, che ha un po’ replicato il risultato portato a casa ad Assen. Il pilota iberico non è mai stato della partita per le posizioni di vertice e si è piuttosto difeso portando a casa un 7° posto. A stonare però c’è il fatto che davanti a lui sono arrivate altre due Ducati, quelle del fratello Alex e di Di Giannantonio, segno evidente che forse qualcosina in più si poteva fare.
Per dovere di cronaca però bisogna dire che questa non è mai stata una pista in cui Marquez si è espresso bene. Basti pensare che in MotoGP ci ha vinto solo una volta e ormai 12 anni fa. Al netto di tutto però resta ancora aperta la speranza per il titolo che per lui sarebbe il numero 10. Al momento i punti di distacco dalla vetta sono 40, un gap sicuramente colmabile.
Marquez punta al titolo, ma con moderazione
A fine gara, in un incontro avuto con la stampa, come riportato da Speedweek, il rider iberico non ha scaricato colpe sulla propria moto e si è assunto tutte le sue responsabilità: “La moto e le gomme hanno funzionato bene. Non sono riuscito a fare di meglio. Il 7° posto è quello che mi aspettavo, essere nei primi 5 sarebbe stato da ottimisti, avremmo dovuto fare tutto alla perfezione per raggiungere quel risultato. Devo guidare con quello che ho e farlo funzionare. Anche l’anno scorso, quando ero in forma smagliante, Alex era più veloce di me qui. Guida incredibilmente bene su questa pista ed è migliore di noi, pur avendo la stessa moto”.
Infine Marquez ha parlato un po’ a sorpresa delle sue velleità di titolo mettendo le mani avanti: “Mi manca ancora la resistenza. In ogni caso tutto dipende dagli obiettivi che uno ha. Il mio è quello di divertirmi in moto. Certo, voglio diventare campione del mondo, ma non so se ci riuscirò, nel caso non cambierà nulla del mio futuro. Le mie ambizioni e il mio approccio a un weekend di gara sono gli stessi di sempre. Devo essere realista però e non voglio correre dei rischi. Se mi sento bene lotterò, altrimenti cercherò di rimanere in sella”. Parole misurate ma vere, figlie di un Marc che ormai ha superato i 30 anni e dopo le tante operazioni è consapevole che farsi prendere dall’eccessiva foga potrebbe metterlo definitivamente ko e costringerlo al ritiro.























