La MotoGP nel 2027 tornerà in Australia, ma questa volta cambierà casa. Dopo anni magici vissuti a Phillip Island, questa volta il Motomondiale volerà ad Adelaide, dove sono in corso i preparativi per consegnare entro la prossima stagione, un circuito nuovo di zecca. Pochi giorni fa sono stati diffusi anche i primi rendering di un tracciato che pare abbia già entusiasmato tutti i protagonisti.
Allo stesso modo però, Adelaide, continua a generare dibattito in patria. Come spesso accade in questi casi, infatti, i residenti della zona considerano l’avvento della MotoGP come una minaccia agli spazi verdi più emblematici della città. Il layout misurerà 4,13 km e sarà situato nei pressi del famoso Adelaide Park Lands.
MotoGP, cosa disturba i cittadini di questo nuovo tracciato
Il tracciato incorporerà al suo interno parti del vecchio circuito che ha ospitato il Gran Premio d’Australia di F1 per diversi anni. Ad esempio possiamo citare: Rundle Road, Dequetteville Terrace e Brewery Bend. Sarà una pista estremamente veloce, basti pensare che sono previsti picchi massimi di 343 km/h. Al centro della polemica però la nuova struttura, è finita non certo per le sue caratteristiche, piuttosto per l’impatto ambientale che può avere. Stando ai documenti pubblicati dal governo del South Australia, i lavori interesseranno circa 400 alberi, situati nei vari parchi cittadini. Inoltre ci sarebbero diversi di questi classificati come “alberi significativi”.
Le autorità, a sostegno dei lavori, affermano che la maggior parte degli alberi interessati sono in verità piante già malate e quindi da abbattere. Inoltre c’è la promessa di compensare le perdite naturali piantando circa 3.770 nuovi alberi autoctoni. Stando alle stime, per ogni albero rimosso, ne verranno piantati circa 10.
Promesse o non promesse, i cittadini si sono resi promotori di vere e proprie iniziative per ostacolare la realizzazione di questa nuova opera monumentale. Hanno raccolto addirittura 43.000 firme su una petizione che chiedeva la fine dei lavori per la realizzazione del circuito. La preoccupazione dei residenti però non si limita ai soli alberi. Qualcuno, infatti, ha paura che l’arrivo della MotoGP possa diventare anche un’occupazione permanente di spazi pubblici. Naturalmente per onestà di cronaca dobbiamo ascoltare entrambe le campane.
Se da un lato i cittadini hanno la paura di vedere suolo pubblico sparire ed essere fagocitato dal Gran Premio, dall’altro la MotoGP ha rassicurato che diverse strutture saranno o provvisorie o verranno riutilizzate durante l’anno come spazi comunitari. Per il momento il governo del South Australia, ha prorogato il periodo di consultazione pubblica sino al 20 settembre. L’inizio dei lavori in ogni caso è previsto per fine anno e la battaglia tra i sostenitori e i detrattori del circuito non sembra placarsi.























