La MotoGP ha cambiato padrone in quest’ultimo weekend. Con l’uscita di scena di Bezzecchi, caduto durante la gara, lo scettro di leader è passato nelle mani del compagno di team Jorge Martin, che con 193 punti guida la classifica iridata. Dietro lo spagnolo il numero #72, che è in ritardo di 7 lunghezze. Poco più indietro Di Giannantonio, con i suoi 177 punti a soli 16 punti dalla vetta. Questo elenco però potrebbe continuare ancora perché, numeri alla mano, sono in lizza per il Mondiale almeno 8 piloti in questo momento, con le dovute proporzioni.
Il risultato che emerge dopo la gara di Assen però è già da record assoluto. Siamo andati ad analizzare gli ultimi campionati ed è venuto fuori che non si era mai visto, dopo 10 gare, un leader del Mondiale con così pochi punti. Naturalmente abbiamo potuto fare un raffronto solo sino al 2023, anno d’introduzione delle Sprint Race, che naturalmente hanno cambiato le carte in tavola per quanto concerne il punteggio.
Prima volta anche per Ducati
Nel 2023, dopo il Gran Premio d’Austria che aveva visto Pecco Bagnaia vincere, quest’ultimo era in testa alla classifica con 251 punti, seguito da Jorge Martin a quota 189. Nel 2024, invece, i due piloti si erano invertiti dopo il GP di Silverstone vinto da Bastianini. In quel frangente lo spagnolo aveva 241 punti contro i 238 dell’italiano. Infine l’anno scorso, il grande exploit di Marc Marquez, l’aveva portato ad essere primo in classifica dopo il GP di Assen con 307 punti e 68 lunghezze di vantaggio sul fratello.
In pratica con i punti che oggi ha Martin in graduatoria nel 2023 sarebbe stato 2° e nel 2024 e nel 2025 sarebbe stato addirittura terzo. Tutto questo non fa che certificare quanto quest’anno ci sia stato sinora un maggiore livellamento verso il basso di tutti i piloti. Inoltre, cosa non certo da poco, da quando esistono le Sprint Race, questo è il primo anno che Ducati non monopolizza le prime 3 posizioni. Dopo 10 gare, infatti, oggi, la migliore delle Rosse è solo 3a con Di Giannantonio.
Martin re delle Sprint Race
Martin però in questo 2026 è primo nonostante abbia vinto 1 sola gara, il motivo? Lo stesso di 2 anni fa: le Sprint Race. Nel 2024, infatti, Bagnaia dopo 10 gare ne aveva vinte 6, contro le sole 2 di Martin, lo spagnolo però in quel frangente aveva vinto 4 Sprint Race. Quest’anno sin qui, in gara corta, sono arrivate già 2 affermazioni e diversi buoni piazzamenti, contro i tanti zeri fatti segnare da Bezzecchi.
Insomma le Sprint Race si confermano fondamentali in chiave Mondiale. Un qualcosa che spesso troppi piloti prendono sotto gamba. Quei 12 punti che si possono ottenere vincendo la gara corta pesano poi tantissimo ai fini del risultato finale. Basta chiedere a Bagnaia, che nel 2024, nonostante 11 successi, chiuse solo al 2° posto nella classifica iridata.
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