Dani Pedrosa è stato un po’ lo Stirling Moss della MotoGP: un pilota dal talento purissimo, riconosciuto ancora oggi come uno dei più grandi di sempre, ma con il numero 0 alla voce di titoli vinti. Certo ha ottenuto 3 Mondiali nelle categorie inferiori (uno in 125 e due in 250), ma nella classe regina non è mai riuscito a chiudere una stagione in vetta. Complice sicuramente i tantissimi infortuni rimediati e soprattutto una sua costituzione fisica che di certo non lo favoriva sui grossi prototipi della MotoGP, alla fine il sogno non si è mai realizzato.
La sua carriera si è infine chiusa con tre secondi posto e tre terzi posto nel Mondiale. Un bilancio di assoluto rispetto. Eppure nei suoi anni ha praticamente corso contro i più forti: da Valentino Rossi a Marc Marquez, passando anche per Stoner e Jorge Lorenzo, li ha affrontati praticamente tutti.
Pedrosa racconta la sua forte rivalità con Lorenzo
Durante una recente intervista rilasciata a DAZN Spagna però, Dani Pedrosa, ha fatto delle rivelazioni davvero interessanti per quanto riguarda i suoi avversari e in particolare ha parlato di Jorge Lorenzo: “Sono sicuro che avesse un bersaglio con la mia faccia sopra nel box e gli tirasse freccette. Andavo ai test pensando che non potesse battermi, che dovevo sempre stare davanti a lui. Ai tempi della 125 e 250 e poi anche in MotoGP. Se Valentino Rossi mi batteva, beh Rossi mi batteva, ma non Jorge. Questo era il livello di rivalità che avevamo. C’era un’energia che ti spingeva a passare al livello successivo, cioè a chiederti cosa dovevi migliorare, perché dovevi fare sempre di più. Più tardi ho avuto una forte rivalità anche con Casey, ma non provavo la stessa sensazione”.
Su Marquez, invece Dani è stato decisamente più morbido. Lo spagnolo, infatti, ha raccontato di essersi molto divertito con il #93 e di aver avuto con lui una sana amicizia anche fuori dalla pista negli eventi con gli sponsor. Infine Pedrosa ha anche raccontato del suo non-rapporto con Rossi: “Con Valentino non ho avuto un grande legame fuori dalla pista, ma mi ha anche aiutato molto a migliorare durante le gare. Ad esempio io ammiravo tanto Rossi e quando correvo con lui pensavo: ‘Oh, vai pure’. Dopo qualche anno ho superato quella fase e ho cominciato a gareggiare come tutti gli altri”.























