La SBK negli ultimi anni ha fatto più di un passo indietro. L’aumento di gare non ha portato i benefici sperati e la categoria ora vuole provare a riportare dentro qualche marchio di prestigio. Tra le idee che girano nel paddock già da un po’ di tempo c’è quella di alzare il limite massimo di cilindrata del motore a 1.100 cc. Questa proposta sarebbe stata accolta sicuramente molto bene da parte di Aprilia, che con la sua RSV4, che monta un motore da 1.099 cc, sarebbe potuta tornare in pista senza grosse modifiche.
La Casa di Noale, è bene ricordarlo, ha un passato glorioso nelle derivate di serie, dove tra il 2010 e il 2014, è riuscita a vincere 3 Mondiali piloti (2 con Max Biaggi e 1 con Sylvain Guintoli). Insomma il ritorno del marchio italiano, che sta facendo benissimo anche in MotoGP, potrebbe rappresentare una grande opportunità per gli organizzatori.
SBK, arriva l’opposizione della MSMA
La proposta di cambio regolamento però sinora ha incontrato la ferma ostruzione dell’Associazione dei Costruttori (MSMA). In particolare, sembrerebbe che ad ostacolare il cambio di regolamento ci sarebbe proprio Ducati. A Borgo Panigale, infatti, hanno lavorato duramente per sviluppare la loro Panigale V4 R proprio con le specifiche dei regolamenti attualmente in vigore in SBK, utilizzando un motore da 998 cc, al posto dell’unità da 1.103 cc, che invece è montata sulla versione stradale.
Modificare ora i regolamenti sarebbe un grande svantaggio per Ducati, che ha lavorato in quella direzione proprio per omologarsi alle specifiche della SBK. D’altronde per fare tutto questo, a Borgo Panigale hanno fatto un grosso investimento di sviluppo solo pochi anni fa. Su posizioni simili però si piazzano anche altri due costruttori: BMW e Bimota.
Entrambi i marchi, infatti, hanno omologato le proprie moto nuove questa stagione e non vogliono modifiche nel regolamento a così stretto giro. Insomma il dato è tratto, questa novità probabilmente non solo non verrà approvata ora, ma non verrà proposta nemmeno nel 2027. D’altronde Aprilia, dal canto suo, spende tanti soldi per la MotoGP e non può lanciarsi in un nuovo progetto SBK troppo dispendioso.
Pochi giapponesi, ma arrivano i cinesi
Tra i problemi di Dorna però c’è anche la scarsa rappresentanza giapponese in griglia nella categoria. Suzuki ormai non partecipa più ufficialmente al campionato e Kawasaki sta lasciando sempre più spazio a Bimota. Allo stesso tempo però, dall’oriente qualcosa potrebbe arrivare. In particolare dalla Cina, dove ci sono marchi come CFMoto, QJMotor e ZXMoto, che potrebbero fare il proprio ingresso nella categoria nei prossimi anni. Sta di fatto che la SBK ha bisogno di qualche novità per ritrovare il suo vecchio appeal e sicuramente, almeno per il momento, le novità non arriveranno dal regolamento che sembra super blindato.























