Il rapporto tra Maverick Vinales e KTM non sembra idilliaco. Lo spagnolo deve ancora chiarire il proprio futuro in vista della prossima stagione e visti i risultati ottenuti sin qui, rischia seriamente di restare fuori dai piani della squadra austriaca. Nella giornata di oggi era trapelata la notizia che voleva un addio a sorpresa del pilota iberico già a partire dal GP successivo a Silverstone. Tra le altre cose era uscito fuori anche il nome dell’ipotetico sostituto, ovvero Pol Espargaro.
Uno scenario tra le altre cose che Vinales ha già vissuto nel 2021, quando fu appiedato a metà stagione dalla Yamaha, salvo poi passare in Aprilia dopo poche gare. In mattinata era uscita fuori questa notizia e naturalmente era subito partito il tam-tam di ipotesi per il futuro del pilota spagnolo, in particolare si era parlato di una finestra in SBK.
Vinales smentisce tutti e tira dritto
Ipotesi però che è stata smentita nettamente dallo stesso Maverick Vinales che qualche ora fa, attraverso il suo profilo Instagram, con una storia, ha lanciato un messaggio forte e chiaro: “Sto leggendo articoli senza senso. La settimana scorsa ero all’APC (Red Bull Performance Center in Austria) e abbiamo cominciato a capire perché non riesco a recuperare. Sto discutendo tutte queste informazioni con i miei medici per capire se questo è il problema e come posso migliorare. Smettetela di scrivere articoli stupidi su di me. Non correrò in SBK e finirò l’anno come previsto dal mio contratto”.

Parole dure e nette che danno una nuova luce a tutta la situazione che sta vivendo in KTM. Purtroppo, infatti, a pesare sulle ultime prestazioni di Vinales è soprattutto una condizione fisica non ottimale. Lo spagnolo sta lavorando sodo per tornare al top e intanto ha deciso di spegnere le voci di un suo ipotetico addio alla Casa austriaca. Chi vivrà, vedrà, sicuramente in questi anni l’iberico ha dimostrato di essere un rider di assoluto valore, forse troppo spesso frenato da una scarsa costanza. Tra le altre cose l’ex Aprilia conserva il piccolo record di essere il primo pilota nella storia della MotoGP ad aver vinto almeno una gara con 3 costruttori diversi (Suzuki, Yamaha e Aprilia).























