La Honda CB750 Hornet non ha mai nascosto la propria natura: è una naked costruita per divertire, per mettere il pilota al centro dell’azione e per trasformare ogni tratto di strada in un invito a guidare. Con il model year 2026, però, la Casa giapponese non si limita a rifinire un progetto già riuscito, ma interviene su uno degli elementi più delicati del rapporto uomo-macchina, introducendo la nuova E-Clutch. È una scelta tecnica importante, perché tocca direttamente il modo in cui si vive il cambio marcia, ma lo fa senza spezzare quel legame meccanico che da sempre rappresenta una parte fondamentale del piacere di guida.
La nuova Honda CB750 Hornet resta Hornet, solo più evoluta.
La base, del resto, è di quelle solide. Il bicilindrico parallelo di 755 cc continua a esprimere 92 CV e 75 Nm, numeri che sulla carta dicono molto ma che su strada raccontano ancora di più. È un motore pronto, pieno, reattivo, capace di passare dalla guida urbana a quella più sportiva con una naturalezza sorprendente.

Ai bassi regimi non è scorbutico, ai medi mostra sostanza, mentre quando si allunga diventa brillante senza risultare mai impegnativo in modo eccessivo. In questa capacità di essere accessibile e insieme appagante si ritrova gran parte del segreto della Hornet. Honda, inoltre, ha lavorato per rafforzarne anche l’impatto visivo. Il nuovo puntale di serie valorizza il profilo della moto, accentua il dinamismo delle linee e accompagna un frontale già molto personale, dominato dal gruppo ottico ridisegnato.
Non cambia la filosofia, ma cambia il modo in cui la moto si presenta: più tesa, più determinata, più coerente con un carattere che punta chiaramente sul lato sportivo. In Italia, poi, la scelta è netta: la CB750 Hornet sarà proposta esclusivamente con E-Clutch, quasi a voler ribadire che questa tecnologia non è un semplice optional, ma parte integrante dell’evoluzione del modello.
HondaCB750 Hornet E-Clutch: la svolta

Il cuore dell’aggiornamento è tutto qui. L’E-Clutch consente di partire, fermarsi, salire e scalare di marcia senza dover necessariamente utilizzare la leva della frizione, pur lasciando al pilota la possibilità di intervenire manualmente in ogni momento. Nella pratica, il sistema convince perché non crea distanza tra chi guida e la moto. Al contrario, il comando del cambio resta protagonista e il feeling generale non viene annacquato. Si può continuare a usare la leva frizione come su una moto tradizionale, oppure decidere di affidarsi al solo pedale del cambio e lasciare che l’elettronica faccia il resto.
La transizione avviene in maniera naturale e, dopo pochi chilometri, la logica di funzionamento viene assimilata con una rapidità sorprendente. È questa immediatezza che colpisce davvero.
Il vantaggio non riguarda soltanto il traffico cittadino, dove le continue partenze e fermate diventano meno faticose, ma soprattutto la qualità complessiva della guida. Le cambiate avvengono con rapidità, le scalate sono pulite, il comportamento della moto resta sempre composto. Anche nei passaggi più dinamici, quando si entra forte in curva o si decide di forzare il ritmo, l’E-Clutch dimostra di poter aggiungere efficacia, non solo comfort. In questo senso, il sistema va oltre il concetto classico di quickshifter: lavora con maggiore continuità e offre una sensazione di controllo più rotonda, più completa.

La sinergia con il Throttle By Wire e con i Riding Mode contribuisce a definire il carattere del mezzo nelle diverse condizioni. Non è un’elettronica invadente, ma ben calibrata.
Strada ed emozioni
Il primo contatto tra i saliscendi dell’Algarve è di quelli che chiariscono subito le intenzioni del progetto. La CB750 Hornet E-Clutch è agile, svelta nei cambi di direzione, leggera nel modo in cui si lascia condurre tra le curve. L’anteriore segue con precisione l’impostazione impartita dal pilota, mentre la ciclistica restituisce una sensazione di sincerità che mette subito a proprio agio. Non serve cercare confidenza: arriva quasi spontaneamente, curva dopo curva. Il bicilindrico, in questa nuova configurazione, sembra esprimere ancora meglio le sue qualità. In città sa essere docile, elastico, quasi accomodante; quando però la strada si apre, cambia registro e tira fuori un carattere decisamente più esuberante.
È qui che la Hornet fa valere il suo equilibrio complessivo: non è una naked esasperata, ma una moto che riesce a regalare sensazioni vere senza diventare nervosa o complicata. La spinta è corposa, l’allungo convincente, il coinvolgimento resta sempre alto.

L’E-Clutch, in questo contesto, non è un semplice esercizio tecnologico. Diventa parte concreta del piacere di guida. Anche scalare due marce si trasforma in un gesto facile, pulito, quasi istintivo. Nessuna esitazione, nessuna ruvidità: tutto avviene con una fluidità che sorprende, soprattutto considerando quanto il sistema lasci comunque al pilota la libertà di decidere come e quando intervenire. È un equilibrio sottile, ma Honda lo ha trovato con intelligenza. Bastano pochi chilometri per capire che il vero pregio della Hornet 2026 è la coerenza. Il setup iniziale è convincente.

La moto diverte, non stanca, non mette soggezione eppure non rinuncia a un’anima vivace. In definitiva, la CB750 Hornet E-Clutch cresce senza tradire sé stessa: resta una naked diretta, brillante e concreta, ma aggiunge quel livello di raffinatezza che oggi può fare la differenza in un segmento sempre più competitivo.
Honda CB750 Hornet E-Clutch – Scheda Tecnica
| MOTORE | |
| Tipo | Bicilindrico parallelo con manovellismo a 270°, distribuzione Unicam a 8 valvole, raffreddato a liquido, Euro5+ |
| Cilindrata | 755 cc |
| Alesaggio x Corsa | 87 mm x 63,5 mm |
| Rapporto di compressione | 11:1 |
| Potenza massima | 92 CV (67,5 kW) a 9.500 giri/min |
| Coppia massima | 75 Nm a 7.250 giri/min |
| Emissioni acustiche | max. 77 dB |
| Velocità massima | 205 km/h |
| Capcità olio motore | 3,8 L |
| Avviamento | Elettrico |
| SISTEMA DI ALIMENTAZIONE | |
| Carburazione | Iniezione elettronica Honda PGM-FI |
| Capacità serbatoio | 15,2 L |
| Emissioni di CO2 ciclo medio WMTC | 99 g/km |
| Consumi | 4,3 L/100km |
| IMPIANTO ELETTRICO | |
| Tipo batteria | AGM |
| Capacità batteria | 12 V 9,1 Ah (20h) |
| TRASMISSIONE | |
| Frizione | Multidisco in bagno d’olio, assistita e antisaltellamento |
| Cambio | Manuale a 6 rapporti |
| Trasmissione finale | A catena con O-ring |
| TELAIO | |
| Tipo | In acciaio con struttura |
| CICLISTICA | |
| Dimensioni (LxLxA) | 2.090 mm x 780 mm x 1.085 mm |
| Interasse | 1.420 mm |
| Inclinazione cannotto di sterzo | 25° |
| Avancorsa | 99 mm |
| Altezza sella | 795 mm |
| Luce a terra | 140 mm |
| Peso con il pieno | 196 kg (con E-Clutch) |
| Raggio di sterzata | 2,7 m |
| SOSPENSIONI | |
| Anteriore | Forcella rovesciata Showa SFF-BPTM, diametro steli 41 mm, corsa 130 mm |
| Posteriore | Ammortizzatore con leveraggio Pro-Link, forcellone in acciaio, escursione ruota 150 mm, precarico molla regolabile su 7 posizioni |
| RUOTE | |
| Cerchio anteriore | 17M/C x MT3,50 in alluminio pressofuso, 5 razze a Y |
| Cerchio posteriore | 17M/C x MT4,50 in alluminio pressofuso, 5 razze a Y |
| Pneumatico aneriore | 120/70 ZR17 M/C (58W) |
| Pneumatico posteriore | 160/60 ZR17 M/C (69W) |
| FRENI | |
| Tipo ABS | A 2 canali |
| Anteriore | Dischi da 296 x 4 mm con pinze Nissin ad attacco radiale a 4 pistoncini |
| Posteriore | Disco da 240 x 5 mm con pinza a pistoncino singolo |
| CRUSCOTTO ED ELETTRONICA | |
| Strumentazione | Schermo multifunzione TFT a colori da 5” |
| Faro anteriore | A LED (doppio proiettore squadrato) |
| Illuminazione posteriore | LED |
| Connettività | Honda RoadSync |
| Presa di ricarica | USB-C |
| Indicatori di direzione a cancellazione automatica | Sì |
| Sistema di sicurezza | HISS |
| Riding Mode | Sport, Standard, Rain e User 1 e 2 |
| Controllo di trazione HSTC con anti-impennata integrato | Tre livelli + Off |
| Caratteristice addizionali | ESS |
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