Nel panorama delle moderne maxi-enduro, sempre più vicine alle superbike per prestazioni e dimensioni, la nuova Kawasaki KLE 500 SE segue una strada diversa. Non punta sulla corsa ai numeri né sulla ricerca della potenza a tutti i costi, ma propone una ricetta fatta di equilibrio, semplicità e versatilità.
Una moto che richiama la filosofia della storica Kawasaki KLE 500 del 1991, reinterpretandola con contenuti tecnici e dotazioni aggiornate. Il risultato è una adventure leggera e accessibile, pensata per accompagnare il pilota nel traffico quotidiano come nei viaggi a medio e lungo raggio, senza dimenticare qualche deviazione lontano dall’asfalto. Il ritorno di un nome importante Per comprenderne il significato è necessario guardare al passato.

Quando Kawasaki presentò la prima KLE 500, all’inizio degli anni Novanta, il mercato delle enduro stradali stava vivendo una fase di grande sviluppo. La KLE riuscì a distinguersi grazie a una formula diversa: peso contenuto, costi di gestione ridotti e una versatilità che la rese apprezzata da un pubblico molto ampio. A distanza di oltre trent’anni, la nuova KLE 500 SE recupera quello stesso approccio. In un mercato sempre più orientato verso modelli sofisticati e potenti, Kawasaki propone una moto che mette al primo posto la facilità di utilizzo.
Una scelta che appare controcorrente, ma che trova una sua precisa collocazione tra chi cerca un mezzo concreto, utilizzabile ogni giorno e capace di affrontare anche percorsi lontani dalle strade asfaltate.
L’estetica richiama chiaramente il mondo dei rally raid, con richiami alle moto specialistiche da fuoristrada della Casa giapponese. Le linee sono essenziali e privilegiano la funzionalità rispetto all’apparenza.

La versione Special Edition aggiunge una dotazione più ricca, pensata per chi ama viaggiare. Tra gli elementi più interessanti troviamo il display TFT a colori da 4,3 pollici, il parabrezza regolabile su tre posizioni, i paramani, il paracoppa in alluminio e l’impianto di illuminazione Full LED. Il serbatoio da 16 litri è stato sviluppato per garantire una buona autonomia senza penalizzare la libertà di movimento del pilota, soprattutto durante la guida in piedi.
L’impressione generale è quella di una moto costruita con criteri pratici e orientata all’utilizzo reale.
Il motore è il bicilindrico parallelo da 451 cm³ già utilizzato su altri modelli della gamma Kawasaki.

La potenza massima è di 45 CV a 9000 giri/min, mentre la coppia raggiunge 42,6 Nm a 6000 giri/min. Valori che permettono la guida con patente A2 e che, soprattutto, si traducono in un comportamento estremamente gestibile. Su strada il twin convince per la regolarità di funzionamento e per un’erogazione lineare. Sotto i 5000 giri privilegia fluidità e facilità di utilizzo, caratteristiche che rendono piacevole la guida nel traffico e nei trasferimenti turistici.
Salendo di regime emerge invece una vivacità superiore a quanto i numeri lascerebbero immaginare, con un allungo che permette di mantenere un buon ritmo anche nei percorsi più guidati. La risposta dell’acceleratore è sempre prevedibile, mentre la frizione assistita si distingue per leggerezza e progressività. Kawasaki ha scelto di non complicare il pacchetto con mappe motore o sistemi elettronici sofisticati: una soluzione che può apparire essenziale, ma che contribuisce a mantenere immediato il rapporto tra pilota e moto.

Sulla moto in prova era presente anche il terminale Akrapovič omologato Euro 5+, montato in posizione rialzata per favorire la luce a terra. Molto convincenti i consumi, che consentono di superare agevolmente i 25 km/l e di ottenere percorrenze elevate con un pieno.
Se il motore rappresenta uno dei punti di forza del progetto, la ciclistica contribuisce in maniera determinante al carattere della KLE 500 SE. Il telaio a traliccio in acciaio è abbinato a una forcella Kayaba rovesciata da 43 mm con 210 mm di escursione e a un monoammortizzatore con sistema Uni-Trak da 200 mm. La taratura delle sospensioni privilegia il comfort e assorbe efficacemente le irregolarità del fondo.

Buche, pavé e strade secondarie vengono affrontati con naturalezza, mentre sullo sterrato emerge una capacità di assorbimento che trasmette sicurezza anche a chi non ha grande esperienza in fuoristrada. I cerchi a raggi da 21 e 17 pollici confermano la vocazione adventure del modello. La sella a 870 mm può sembrare impegnativa osservando la scheda tecnica, ma la zona centrale particolarmente stretta e il naturale assestamento delle sospensioni facilitano l’appoggio dei piedi a terra.
Prova Kasawaki KLE 500 SE

Facile da guidare, una volta in movimento, la KLE mette subito in evidenza il proprio equilibrio generale. La posizione di guida è naturale, con il manubrio largo che offre un buon controllo sia su asfalto sia quando si procede in piedi sulle pedane.
L’agilità è uno degli aspetti più riusciti del progetto. I 176 kg a secco risultano ben distribuiti e la moto appare maneggevole fin dai primi chilometri. Tra le curve l’anteriore da 21 pollici garantisce inserimenti progressivi e prevedibili, mentre la stabilità rimane sempre elevata. Nei trasferimenti autostradali il bicilindrico lavora a regimi piuttosto sostenuti e qualche vibrazione arriva a manubrio e pedane, senza però compromettere il comfort generale. Il parabrezza regolabile svolge bene il proprio compito e offre una protezione adeguata. Quando l’asfalto lascia spazio allo sterrato emerge la vera natura della KLE.

Non è una moto specialistica né una maxi-enduro da grandi prestazioni, ma un mezzo pensato per esplorare. La forcella copia bene il terreno, l’impianto frenante offre una modulabilità rassicurante e l’ABS può essere disattivato rapidamente tramite il comando dedicato. L’assenza dei cerchi tubeless rappresenta probabilmente il principale limite del progetto, ma non compromette il valore complessivo della moto.
Secondo noi

La Kawasaki KLE 500 SE propone una visione dell’avventura più semplice e concreta. Non cerca di stupire con potenze elevate o elettronica sofisticata, ma punta su leggerezza, equilibrio e facilità di utilizzo. Qualità che emergono sia nell’impiego quotidiano sia durante le escursioni fuori dall’asfalto. Con un prezzo di 6990 euro rappresenta una proposta interessante per i possessori di patente A2, ma anche per i motociclisti più esperti che desiderano una moto sincera, versatile e poco impegnativa nella gestione.
Foto di Marco Marini
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