Dal 2019, quando Yamaha ha lanciato sul mercato la nuova Yamaha Ténéré 700, accompagnandola con messaggi incentrati su purezza ed essenzialità, questa visione così radicale dell’enduro turistica non era mai stata rimessa in discussione. Puntare su semplicità e robustezza rappresentava, e rappresenta, un approccio non del tutto nuovo, ma raramente applicato con tale coerenza, al punto da distinguersi nell’opulenza di equipaggiamenti e masse della concorrenza e diventare un successo globale.
Nel 2022 la Yamaha Ténéré 700 World Raid ha ampliato la gamma Ténéré e, grazie a un telaio più robusto e a un serbatoio di maggiore capacità, ha incrementato sensibilmente autonomia e versatilità della 700.

A distanza di appena quattro anni, tuttavia, sembra che alcune certezze in casa Yamaha inizino a vacillare, arrivando a intaccare anche una filosofia fino ad allora semplice e vincente. Al posto del «reduce to the max», slogan tanto semplice quanto efficace, sulla World Raid fanno ora il loro ingresso sistemi di sicurezza ed equipaggiamenti più moderni. Si tratta forse di un tradimento dell’idea originale? Yamaha sta davvero annacquando la purezza della sua “purista” per eccellenza?
Nuova Yamaha Ténéré 700 World Raid: parlano i fatti
La risposta è: “No, tranquilli”. La famiglia Yamaha Ténéré si aggiorna, ma lo fa con interventi mirati, che non incidono davvero, neppure in termini di peso, sull’equilibrio complessivo del mezzo. Il nocciolo resta quindi intatto: viene semmai modernizzata l’idea originaria.
Nel caso della Yamaha Ténéré 700 World Raid 2026, questo si traduce soprattutto in un’evoluzione dell’elettronica, inclusa la gestione del motore, in un affinamento delle sospensioni e in una revisione di ergonomia ed estetica. Le modifiche alla gestione del propulsore si sono rese necessarie per l’adeguamento alla normativa Euro 5+.

Il sistema YCCT (ride-by-wire di Yamaha) sostituisce il tradizionale cavo che collegava l’acceleratore alla valvola a farfalla, aprendo agli ingegneri un ampio margine di intervento: mappature motore, controllo di trazione, cambio automatico, fino al tanto atteso cruise control, il tutto senza penalizzare il peso.
Ma sull’elettronica torneremo tra poco: restiamo ancora un momento sul collaudato motore CP2, che riceve solo lievi aggiornamenti meccanici. Il gruppo frizione è stato ruotato di 35° in avanti per creare più spazio per il piede destro, mentre, per quanto riguarda la trasmissione, è stato rivisto il rapporto del pignone per rendere la cambiata più efficace. Il motore continua a erogare 73,4 CV e 68 Nm: valori più che sufficienti per il viaggiatore solitario in fuoristrada, ma che possono risultare meno brillanti quando si affrontano salite con bagagli e/o passeggero.
Durante il nostro test, condotto a ritmo scorrevole su sterrati e strade bianche siciliane, il consumo medio rilevato è stato di 4,5 l/100 km: un dato che, abbinato al serbatoio in alluminio da 23 litri, consente un’autonomia di circa 500 chilometri, ideale per lunghe percorrenze e viaggi impegnativi. Il nocciolo della questione resta però un altro: coprire grandi distanze. È questa la missione della Yamaha Ténéré 700 World Raid, e continua a svolgerla con efficacia. La sella, ben imbottita, si è dimostrata confortevole anche dopo sei ore e circa 250 chilometri, mentre le ampie pedane garantiscono grip e controllo in ogni situazione.

Resta invece una caratteristica ben nota della versione World Raid: l’imponente doppio serbatoio
Una “caratteristica” che influisce sia sull’ergonomia sia sulla dinamica di guida. A pieno carico, la moto non risulta ancora del tutto armoniosa: la maneggevolezza è buona, ma non si può definire agile, e la posizione delle ginocchia, più divaricate verso l’esterno, richiede qualche chilometro di adattamento. In questo senso, la World Raid rimane fedele a sé stessa.
Quanto osservato prima ci porta finalmente alla domanda fondamentale: tutta questa nuova elettronica rende la moto più attraente? Risposta chiara: sì!. Parlando in senso figurato, la World Raid ha ricevuto da uno a tre lifting e un po’ di botox, ma rimane comunque quella che abbiamo imparato ad amare e ad apprezzare. Il ricco pacchetto elettronico la modernizza esattamente dove è necessario, senza snaturarne il purismo.
Ciò è dovuto al fatto che si è rinunciato al superfluo e che le novità introdotte sono funzionali e di facile e immediato utilizzo.
Però, sappiamo che non c‘è regola senza eccezione: la centralina motore dispone ora di due mappature diverse chiamate Sport ed Explore, anche se la prima dovrebbe in realtà chiamarsi Standard, poiché presumibilmente verrà utilizzata dal 95% di tutti i motociclisti “Ténéristi”. Funziona molto bene e si adatta alla World Raid sotto tutti gli aspetti e su tutte le superfici percorribili.
Quella battezzata Explore, invece, addolcisce letteralmente il carattere del propulsore CP2 e lo fa in modo tale che su tratti di strada dissestati si riscontrano addirittura degli svantaggi. Ad esempio, l’erogazione di potenza è così smorzata che si riesce a malapena, o solo con violenti strattoni al manubrio, a sollevare la ruota anteriore in presenza di solchi trasversali, buche o pozzanghere, per preservare il cerchio anteriore.
L‘utilità di questa modalità di guida non è emersa chiaramente durante il giro di prova, ma potrà essere verificata eventualmente in inverno, in presenza di ghiaccio e neve.
Tutti gli altri ausili influenzati dalla nuova elettronica funzionano invece in modo eccellente.
Oltre al controllo di trazione (regolabile su due livelli), grazie all’IMU a sei assi sono ora parte della dotazione anche un ABS sensibile all’inclinazione (disattivabile sulla sola posteriore o su entrambe) e uno Slide Control a due livelli. Soprattutto quest‘ultimo è un vero spasso sulla ghiaia e porta la sicurezza e il divertimento a un nuovo livello.
Anche l‘ABS, troppo difensivo sulla vecchia Ténéré e sulla World Raid, è ormai storia. Con l’ABS regolabile sulla ruota anteriore ed escludibile su quella posteriore, è stato fantastico percorrere le strade siciliane sconnesse e messe a dura prova dalle intemperie.
Sulla ghiaia la frenata è efficace: si entra in curva alla velocità giusta e, con lo Slide Control, si accelera con decisione in uscita.

Un’altra novità particolarmente pratica è l’introduzione del cruise control. Un sistema che rende meno impegnative le lunghe tratte di trasferimento e aiuta a rispettare i limiti di velocità senza doverci pensare continuamente.
Con l’evoluzione della Yamaha Ténéré 700 World Raid 2026 entra in scena anche la connettività, ormai parte integrante dell’equipaggiamento. Utile la navigazione integrata nel display TFT, che permette di fare a meno di un navigatore esterno. E, per chi lo desidera, non manca la possibilità di ascoltare musica o gestire le chiamate durante la guida.
In definitiva, la World Raid 2026 è una moto più completa, che rafforza la propria vocazione senza snaturarsi. È disponibile in due colorazioni al prezzo di listino di 13.199 euro. Considerati i “soli” 73,4 CV, il prezzo può sembrare elevato, ma trova una sua logica se si guarda al pacchetto tecnologico complessivo e al suo DNA, fedele all’origine.
Secondo noi
Tunizzata o truccata? Risposta chiara: tunizzata! L’edizione 2026 della World Raid ha fatto un salto di qualità sotto moltissimi aspetti rilevanti. A parte il serbatoio maggiorato, che da pieno influisce in modo eccessivamente negativo sulla maneggevolezza, non c’è nulla da ridire. Certo, il CP2 non è un concentrato di potenza brutale, ma su percorsi accidentati non serve altro.
Prezzi a partire da 13.199 f.c.
Foto di Markus Jahn
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