Suzuki è pronta a tornare protagonista alla 46esima edizione della 8 Ore di Suzuka, uno degli appuntamenti più iconici del FIM Endurance World Championship (EWC), in programma dall’1 al 3 agosto 2025. A scendere in pista sarà nuovamente il Team SUZUKI CN CHALLENGE, formazione impegnata nella categoria Experimental, riservata all’utilizzo di carburanti alternativi.
Dopo un promettente debutto nel 2024, culminato con l’ottava posizione assoluta, la Casa di Hamamatsu rilancia la propria sfida endurance con una versione evoluta della Suzuki GSX-R1000R, equipaggiata con componenti sviluppati secondo criteri di sostenibilità ambientale e avanzata ricerca tecnologica.
La novità più rilevante per l’edizione 2025 è l’introduzione di un carburante completamente sostenibile, che prende il posto della miscela bio-based al 40% adottata lo scorso anno. Il nuovo combustibile, pienamente certificato dalla FIM, rappresenta un passo decisivo verso gli obiettivi carbon neutral fissati dal brand.
Suzuki spinge sull’endurance green: si parte dalla 8 Ore di Suzuka

Il progetto CN Challenge si distingue per l’integrazione tra prestazioni e responsabilità ambientale, puntando a dimostrare che la competizione di alto livello può coesistere con lo sviluppo sostenibile. L’obiettivo dichiarato è quello di spingere al massimo le performance, riducendo al minimo l’impatto ecologico del team in pista.
Alla guida della GSX-R1000R ci saranno due piloti di spicco: il francese Etienne Masson, campione del mondo FIM Endurance nel 2020 e nel 2024, già parte del progetto CN Challenge nella scorsa edizione; e il giapponese Takuya Tsuda, storico collaudatore MotoGP per Suzuki, veterano della 8 Ore di Suzuka e attuale pilota di sviluppo del programma sostenibile. Tre sono i podi all’attivo per Tsuda nella prestigiosa gara giapponese: due secondi posti nel 2013 e 2014, e un terzo nel 2016. Il terzo nome del team verrà annunciato a breve.

Il Team SUZUKI CN CHALLENGE è diretto da Shinichi Sahara, con Koji Tamura nel ruolo di Technical Manager e Takeshi Konno come Crew Chief. L’approccio ingegneristico e sportivo resta quello di una squadra ufficiale, capace di tradurre l’esperienza delle competizioni in innovazioni concrete per la mobilità futura.
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