Goodwood Festival of Speed 2026 ha offerto a Yamaha il palcoscenico ideale per celebrare la propria storia sportiva, riunendo alcune delle moto e dei piloti che hanno contribuito a costruire la leggenda della Casa di Iwata. Nella storica tenuta del Duca di Richmond, passato e presente si sono incontrati lungo la celebre Hillclimb, trasformando quattro giornate dedicate alla velocità in un viaggio attraverso oltre settant’anni di competizioni e sviluppo tecnologico.

Per Yamaha Motor Europe, la partecipazione all’edizione 2026 ha rappresentato molto più di una semplice esposizione di motociclette storiche. L’obiettivo è stato mostrare il legame che continua a unire le esperienze maturate nelle competizioni con le moto della gamma attuale, attraverso una filosofia che trasferisce tecnologia, design e carattere dalla pista alla strada.
Tra i protagonisti dell’evento non è mancato Valentino Rossi, nove volte Campione del Mondo, in un’edizione di Goodwood che ha visto la partecipazione di grandi nomi del motorsport a due e quattro ruote.
Yamaha a Goodwood tra Kenny Roberts e Wayne Rainey
Nel paddock dedicato alle competizioni, uno dei simboli più importanti dell’heritage Yamaha è stata la YZR500 del 1992 di Wayne Rainey. Una moto rappresentativa dell’epoca delle 500 da Gran Premio e della ricerca delle massime prestazioni che ha caratterizzato la storia sportiva del costruttore giapponese.
Il collegamento tra passato e presente è proseguito nell’area “First Glance”, dove Yamaha ha mostrato il primo esemplare destinato al mercato britannico della XSR900 GP ispirata a Kenny Roberts. Il modello della famiglia Sport Heritage combina i richiami estetici alle moto da Gran Premio del passato con il moderno motore CP3, reinterpretando in chiave contemporanea una delle pagine più riconoscibili della storia racing Yamaha.
A renderne ancora più significativo il debutto a Goodwood è stato proprio Kenny Roberts. Il tre volte Campione del Mondo della classe 500, dopo essere tornato in sella alle storiche Yamaha da Gran Premio, ha guidato la XSR900 GP lungo la salita della tenuta inglese.
“King Kenny” ha salutato il pubblico con uno spettacolare burnout sulla linea di partenza prima di affrontare la Hillclimb, accompagnato dal sound del tre cilindri CP3. Roberts ha sottolineato soprattutto la leggerezza e l’agilità percepite in sella alla moto, oltre alla coppia del motore, ricordando il rapporto speciale che lo lega a Yamaha fin da quando firmò con il marchio all’età di 19 anni.
La presenza Yamaha al Festival ha incluso anche la XSR900 GP ispirata a Wayne Rainey e la Yamaha R7 con la livrea celebrativa bianca e rossa dedicata al 70° anniversario.
Modelli appartenenti a epoche differenti, ma accomunati da una filosofia precisa: utilizzare il patrimonio costruito nelle competizioni non soltanto come celebrazione del passato, ma come fonte di ispirazione per le motociclette contemporanee.
A Goodwood, Yamaha ha così raccontato la propria storia attraverso moto che sono tornate a muoversi e piloti che hanno contribuito a renderle leggendarie. Un incontro tra le glorie dei Gran Premi e la produzione attuale che ribadisce quanto il DNA Racing continui a rappresentare un elemento centrale nell’identità della Casa di Iwata.
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